echoflow per l'accessibilità dei video
L'European Accessibility Act non ha reso difficile sottotitolare un video: ha reso impossibile sottotitolarne trecento a mano. Quella parte la automatizziamo — e diciamo con precisione quale parte resta vostra.
14 giorni · 60 minuti · 10 video · nessuna carta
- Sottotitoli sincronizzati in SRT e VTT, o impressi nel video, dallo stesso caricamento
- Trascrizione e sottotitoli modificabili: correggi il testo e il suo file scaricabile si aggiorna
- Pensato per l'archivio, non per il singolo video: il costo vero è il volume
- Archiviazione in UE; trascrizione e AI anche extra-UE, sub-responsabili dichiarati per nome
- Nessuna dichiarazione di conformità: non possiamo darla, e nessuno strumento può
- Revisione, identificazione dei parlanti e pubblicazione restano lavoro vostro
⚠️ Questa pagina descrive cosa fa uno strumento. Non è consulenza legale e non stabilisce se un obbligo vi riguardi: quella risposta si costruisce con il vostro consulente sul testo di legge, non su una pagina di prodotto.
Sottotitolare un video non è mai stato difficile. Quello che è cambiato con l'European Accessibility Act — la direttiva (UE) 2019/882, applicabile dal giugno 2025 — è la scala: per molte organizzazioni la richiesta non riguarda il prossimo video, riguarda tutti quelli già pubblicati.
Trecento video sono trecento trascrizioni. È lì che il problema smette di essere tecnico e diventa un problema di budget e di calendario.
Cosa fa lo strumento
- Trascrive il parlato e genera sottotitoli sincronizzati, in SRT e VTT, dallo stesso
caricamento.
- Produce, a lavoro concluso, il video con i sottotitoli impressi (burn-in) per i canali dove un
file separato non si può caricare.
- Lascia il testo modificabile: si corregge un nome proprio nei sottotitoli e i file SRT e VTT si
aggiornano. Trascrizione e sottotitoli si correggono separatamente, e i testi già generati non cambiano da soli.
- Funziona su volume, che è il punto: il costo si misura in minuti di contenuto, non in ore di
lavoro di una persona.
- Restituisce anche il resto — riassunti, capitoli, testi — perché esce dalla stessa trascrizione e
non costa un secondo passaggio.
Cosa resta all'organizzazione
Questa parte è la ragione per cui la pagina esiste, e la scriviamo per intero invece di lasciarla implicita:
- La revisione. L'accuratezza richiesta dalle linee guida non è garantita da nessun sistema
automatico: la resa cambia con la qualità dell'audio, le voci sovrapposte, gli accenti e i termini di settore. Il tempo che vi risparmiate è quello della trascrizione, non quello della rilettura.
- L'identificazione dei parlanti, che echoflow non fa.
- I suoni non verbali rilevanti, che una trascrizione del parlato non contiene.
- L'audiodescrizione, che è un requisito distinto e che non produciamo.
- La pubblicazione sui vostri canali, con i sottotitoli associati correttamente al video.
- La verifica finale e la dichiarazione di accessibilità, che riguardano ciò che pubblicate.
Perché non diciamo «a norma»
Perché non possiamo, e perché una parola del genere in una pagina di vendita è un appiglio contro chi la scrive.
La conformità dipende dall'accuratezza del testo, dall'identificazione dei parlanti, dai suoni non verbali e dal modo in cui il contenuto viene pubblicato: riguarda il contenuto pubblicato, non lo strumento che lo produce. Il riferimento tecnico europeo — la norma EN 301 549, che rinvia alle linee guida WCAG — descrive requisiti sul risultato, non un bollino che uno strumento possa rilasciare.
Nessun generatore automatico può garantirla, incluso il nostro. Chi la promette sta descrivendo un prodotto che non esiste, e il giorno in cui qualcuno controlla non sarà lui a risponderne.
Come si affronta un archivio, in pratica
Non partendo dal primo video in ordine cronologico.
Iniziate da una decina di contenuti rappresentativi — uno con audio pulito, uno registrato male, uno con più voci, uno pieno di termini tecnici. Serve a misurare la sola variabile che conta per il preventivo: quanta revisione servirà davvero. Su un archivio omogeneo può essere poca; su interviste a più voci può essere molta, e vale la pena saperlo prima di impegnare un budget.
Poi si procede per lotti, dando la precedenza ai video che stanno davanti a un servizio — quelli che un utente incontra per forza — invece che a quelli con più visualizzazioni.
Dove stanno i dati
File e contenuti archiviati nell'Unione Europea. La trascrizione e la generazione AI passano anche da fornitori extra-UE, con le garanzie degli articoli 44 e seguenti del GDPR. Sono elencati per nome nella pagina pubblica dei sub-responsabili, consultabile prima di firmare qualunque cosa — cosa che, se il vostro consulente privacy chiede l'elenco, vi risparmia un giro di email.
Il file sorgente che caricate viene eliminato entro 24 ore dall'elaborazione; sul piano Pro la conservazione si può governare con una policy di workspace configurabile. I file media generati restano scaricabili 7 giorni; i testi — trascrizione e sottotitoli inclusi — non scadono finché l'account resta attivo.
La prova dura 14 giorni, include 60 minuti e non chiede la carta. Il modo giusto di usarla è caricare i vostri video più difficili, non i più facili: è l'unico modo di sapere quanto lavoro di revisione vi resterà davvero.
Domande frequenti
L'European Accessibility Act si applica alla mia organizzazione?
Non possiamo dirvelo, e diffidate di chi ve lo dice da una pagina di vendita. La direttiva (UE) 2019/882 si applica dal giugno 2025 a un elenco definito di prodotti e servizi — fra gli altri commercio elettronico, servizi bancari ai consumatori, e-book, trasporto passeggeri e servizi di media audiovisivi — non a chiunque pubblichi video, e prevede esenzioni, fra cui quella per le microimprese che forniscono servizi. Se dai vostri video dipende un servizio che rientra in quell'elenco, la risposta va cercata con il vostro consulente legale sul testo di recepimento italiano, non qui.
Basta un sottotitolo automatico per essere in regola?
No, e chi vi dice il contrario vi sta vendendo una tranquillità che non può darvi. Le linee guida tecniche richiedono sottotitoli accurati: devono riportare il parlato correttamente, identificare chi parla quando serve e segnalare i suoni non verbali rilevanti. Una trascrizione automatica riletta e corretta può soddisfarle; una pubblicata senza controllo tipicamente no. La conformità riguarda il contenuto che pubblicate, non lo strumento che lo produce.
Fate l'audiodescrizione?
No. L'audiodescrizione — la traccia che racconta a chi non vede cosa succede a schermo — è un requisito distinto dai sottotitoli e echoflow non la produce. Se il vostro obbligo la comprende, quella parte va coperta altrove: preferiamo dirvelo prima che scoprirlo a metà di un archivio.
I sottotitoli distinguono chi sta parlando?
No. In una conversazione a più voci il testo riporta il parlato ma non indica il parlante, e quando le voci si sovrappongono la trascrizione sbaglia di più. Se i vostri contenuti sono tavole rotonde o interviste a più persone, provatelo su una registrazione reale prima di pianificare l'intero archivio.
In quali formati escono i sottotitoli?
SRT e VTT, sincronizzati e scaricabili, più il video con i sottotitoli impressi (burn-in) generabile a lavoro concluso. I file di sottotitoli sono testo e non scadono finché l'account resta attivo; il video sottotitolato è un file media e resta scaricabile 7 giorni dalla creazione.
Dove vengono elaborati i nostri video?
I file e i contenuti sono archiviati nell'Unione Europea; la trascrizione e la generazione AI passano anche da fornitori extra-UE, con le garanzie degli articoli 44 e seguenti del GDPR. Sono nominati uno per uno nella pagina pubblica dei sub-responsabili, consultabile prima di firmare qualsiasi cosa.
Possiamo usarlo su un archivio di centinaia di video?
È il caso per cui ha senso. Il consumo è in minuti (un minuto di video, un minuto di saldo), quindi il conto si fa sulla durata complessiva dell'archivio; per volumi da workspace, con conservazione configurabile e più spazi separati, la taglia giusta è il Pro da 1.000 minuti. Il consiglio resta di iniziare con una decina di video rappresentativi — audio buono, audio difficile, più voci — per misurare quanta revisione servirà davvero prima di impegnare un budget.